BANCHE CENTRALI? COME SFRUTTARE I DATI MACRO

Posted on 4 Novembre 2019

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ANALISI TECNICA E FONDAMENTALE

Nella precedente analisi si era ricordato di monitorare i cross che al loro interno comprendevano valute come il dollaro americano e il dollaro canadese, perché vi erano dei fattori fondamentali che sarebbero andati ad aumentare la qualità dei trades, avvantaggiandone le possibili entrate a mercato e favorendo così rischi rendimenti elevati.

Andiamo quindi ad analizzare gli aspetti fondamentali e tecnici al fine di dare qualche spunto interessante ai nostri lettori nella gestione di possibili futuri trade andando a fare anche un riepilogo economico Usa tramite gli Nfp.

 

I DATI PRONOSTICATI, NON CI HANNO TRADITO

Con il meeting di mercoledì la Federal Reserve di Powell ha deciso di abbassare ulteriormente i tassi sui Fed Funds, portando il corridoio di oscillazione all’1,50%-1,75% dal precedente 1.75%-2%. La decisione è stata presa a maggioranza: due consiglieri – Esther L. George e Eric S. Rosengren, che erano stati contrari anche al taglio di settembre, avrebbero preferito mantenere i tassi fermi.

Il consiglio direttivo della banca centrale americana non ha deluso le aspettative dei giorni precedenti che davano un taglio dei tassi di interesse con una probabilità del 93%, attuando così il terzo taglio consecutivo dal mese di luglio, in cui vi è stato il primo allentamento economico.

Il comunicato non ha modificato la diagnosi dell’economia, che secondo Powell dovrebbe crescere a un ritmo del 2% annuo.

La decisione di tagliare i tassi è quindi ancora una volta una mossa di prevenzione al rallentamento economico globale e contro la riduzione delle aspettative di inflazione, non basse però come in Eurolandia.

Continuano inoltre a pesare, sulle buone prospettive dell’economia, forti incertezze anche se Powell ha ammesso che gli sviluppi del confronto sui dazi tra Usa e Cina potrebbero ridurle, così come si sono ridimensionati i rischi di una Brexit senza accordo.

  

MA L’ECONOMIA USA?

Il mercato del lavoro nella valutazione della Fed resta “forte” e il tasso di disoccupazione basso, con una domanda dei consumatori ancora in crescita a un ritmo rapido e investimenti che restano deboli.

Le aspettative di inflazione misurate da strumenti di mercato sono anch’esse basse mentre quelle misurate dai sondaggi restano poco variate.

È possibile che ora la Fed fermi il suo allentamento in quanto è scomparsa nel comunicato ufficiale l’indicazione secondo cui “agirà in modo appropriato per sostenere l’espansione economica”.

In conferenza stampa il numero uno della banca centrale americana, Jerome Powell, ha confermato che l’attuale orientamento della politica monetaria resterà verosimilmente appropriato finché le informazioni in arrivo sull’economia resteranno coerenti con le nostre prospettive di una crescita moderata, di un forte mercato del lavoro e di un’inflazione vicina all’ obiettivo simmetrico del 2%.

Attualmente, per Powell, la politica monetaria è leggermente accomodante.

Questo downgrade da parte della politica della Fed riguardo alla frenata sulle future manovre espansive, viene avvalorato ulteriormente dai dati emessi venerdì con gli NFP (non farm payroll) in cui vi è un’istantanea dell’economia Usa che ha lasciato gli analisti piacevolmente colpiti.

Le assunzioni statunitensi sono state particolarmente positive nel mese di ottobre, confermando il segnale della Federal Reserve di una pausa dai tagli dei tassi di interesse e indicando che i consumatori prolungheranno l’espansione nonostante gli investimenti delle imprese e le tensioni commerciali.

I salari sono aumentati di 128.000 (vedi grafico sotto) dopo un aumento anticipato di 180.000 del mese precedente, superando anche le aspettative degli analisti che attestavano il dato a un valore di 85.000.

 

non farm payroll

Il tasso di disoccupazione è salito al 3,6% dal minimo segnato nel mese precedente in cui si evidenziava un valore che non si vedeva da 50 anni.

La retribuzione oraria meda è salita del 3% rispetto all’anno precedente, facendo corrispondere le proiezioni dopo una revisione al rialzo del mese precedente, sebbene l’orario orario mensile si sia attestato a 0,2% dato leggermente inferiore alle stime.

“Nel complesso il mercato del lavoro sta resistendo molto, molto bene”, ha detto al telefono Michael Brown, principale economista statunitense di Visa USA Inc. “Qui non ci sono segni che il consumatore stia perdendo slancio”.

“Tutto questo non può fare altro che bene alla Fed” ha dichiarato Brown, secondo il quale un aumento di questi ultimi dati nel mondo del lavoro, può soltanto dimostrare che il consiglio direttivo della Fed sta lavorando nel migliore dei modi, cercando di prevenire il rallentamento Usa senza farsi contagiare dal rallentamento economico globale attualmente in atto.

Sta di fatto che ora la Banca centrale americana non dovrebbe abbassare più i tassi almeno fino al prossimo anno.

Il suo sentiment resterà quindi invariato mantenendo i tassi sul costo del denaro stabili. Tutto questo sempre se non vi saranno eventi “speciali” da far correre ai ripari il consiglio direttivo.

Guai In vista?

CINA

L’economia di Hong Kong sta dimostrando allarmanti preoccupazioni che potrebbero andare a compromettere i dati cinesi, andando così a mettere il paletto fra le ruote in un sistema economico globale che sta scricchiolando già da tempo.

Qui sotto vi è un grafico che dimostra in modo eloquente un evidente stato recessivo, in cui si nota come nell’ultimo rapporto del prodotto interno lordo estratto dal Q3, vi sia un calo drastico che va a posizionarsi sugli stessi livelli pre-crisi del 2008.

Nel terzo trimestre dell’anno il prodotto interno lordo ha segnato un calo del 3,2% sul trimestre precedente (-2,9% su base annua).

Hong Kong è dunque entrata in recessione, per la prima volta dalla crisi finanziaria del 2008.

 

gdp cina

Si tratta del secondo calo consecutivo del Pil che nel trimestre precedente era già sceso dello 0,4 per cento andando a posizionarsi in territorio negativo.

“La domanda interna si è indebolita in maniera significativa”, ha affermato il governo in una nota. “Le proteste di piazza hanno provocato gravi danni al commercio al dettaglio e ad altri settori legati ai consumi”.

Tutto questo se protratto potrebbe senza dubbio mettere in difficoltà anche le imprese Usa che ne risentirebbero in modo pesante calcolando l’interconnessione tra i 2 paesi.

Staremo a vedere se i timori si tramuteranno in qualcosa di più concreto o saranno solamente periodi di flessione del mercato dovuto alle proteste nel paese, anche se tutto questo resta allarmante in ogni caso.

 

ASPETTI DI ANALISI TECNICA

Ora che si è fatto il punto della situazione con l’analisi fondamentale, passiamo ora all’analisi tecnica andando a valutare ciò che la settimana scorsa ci ha portato al raggiungimento della zona di possibile target, portandoci immediatamente in fase di profitto con prospettive di allungo sui guadagni, innalzando così la nostra equity finale.

EUR/USD:

Sulla major per eccellenza i dati della banca centrale americana hanno avuto un ruolo fondamentale per le gestione del trade; se di base vi è un taglio sul costo del denaro da parte di una banca centrale tramite un piano espansivo, sicuramente la valuta in questione ne risentirà andando a deprezzarsi contro gli altri cross, cosa successa proprio nella settimana appena trascorsa in cui abbiamo visto il dollaro perdere posizioni contro l’euro.

Tutto questo se contestualizzato a ridosso di resistenze volumetriche importanti non può fare altro che aumentare il rapporto di rischio rendimento, andando a sfruttare proprio queste zone di alta contrattazione per avvantaggiarci per una possibile entrata a mercato, protetta da resistenze volumetriche importanti.

Se si analizza il grafico daily (vedi sotto), possiamo notare che nell’area segnata come “nuovo supporto” vi erano tutte le condizioni per permetterci un’entrata a mercato.

Già nelle analisi precedenti si era detto che si sarebbe potuto ‘shortare’ il cross fino a quest’area, per poi chiudere la posizione e andare long; e così è stato.

Tutto ciò è stato realizzato tramite un insieme di confluenze che se molteplici, possono dare un vantaggio statistico e una certa sensibilità sulle zone di entrata, al fine di aumentare esponenzialmente la qualità dei trade.

 

eur usd

L’entrata in buy che andrà a prendere il movimento più importante, (tramite i dati che si erano pronosticati nei giorni precedenti al meeting della Fed), si sarebbe fatta sempre tramite ingressi attraverso pattern grafici, con stop stretti come spiegato più volte dallo stesso Master Trader Paolo Serafini tramite i pattern da lui ideati.

Le aree di possibile target si sarebbero contestualizzate sempre in base al trend di fondo, posizionando un primo take profit a ritest dei massimi e un secondo target prolungando il movimento impulsivo che ha creato il primo rialzo.

Se scendiamo di time frame nel grafico 4h (vedi sotto) si può notare come l’estensione del movimento impulsivo che si attesta in area 1.125 sia esattamente sullo stesso livello della resistenza principale (segnata in figura, più volte testata).

 

eur usd 4h

Ora che il primo Tp è andato a segno si può tenere aperta la seconda posizione in multiday portando lo stop a break even, annullando le possibili perdite dovute a un eventuale storno a ritest dai massimi (cosa possibile visto le divergenze presenti attualmente).

Lasciandoci la porta aperta per un possibile inseguimento del prezzo nella continuazione del trend di bull in essere.

 

DOLLARO CANADESE

Sempre nella scorsa analisi avevo fatto notare che i cross contenenti il dollaro canadese come controparte, avrebbero dato delle grandi soddisfazioni come il Cad/Chf e Nzd/Cad, i quali avevano raggiunto delle aree di inversione del trend, con aspetti fondamentali a sostegno della nostra tesi basata sull’analisi tecnica.

Qua sotto sono riportati i grafici dei rispettivi cambi sui quali, da come si può notare, si evidenzia il potere nell’utilizzare più confluenze a vantaggio dei nostri trade.

 

CAD/CHF:

 

CAD/CHF

NZD/CAD:

NZD/CAD

Da come si può notare su entrambi i cross vi è un possibile stop ben protetto e molto ridotto, a vantaggio di profitti veramente elevati.

Essenziale è contestualizzare le entrate con gli aspetti elencati precedentemente per avere ulteriore vantaggio statistico.

Su entrambi i cross si potevano effettuare delle entrate a mercato proprio con i pattern del Master Trader Paolo Serafini, che tramite l’esperienza ha ideato dei pattern ottimi per aumentare notevolmente i profitti, se contestualizzati nel modo opportuno come in questi casi.

Ritornando alle coppie sopra citate, ora mi aspetto che il prezzo dopo un movimento impulsivo di questa entità, inizi a stornare per poi riprendere il trend che si è venuto a creare nella scorsa settimana.

Con questo vi lascio e vi auguro buon trading.

Michele Cervellin

 

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