POLITICHE FUTURE BCE SVELATE, MENTRE LA STERLINA SI RAFFORZA

Posted on 27 Gennaio 2020

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Politiche BCE

La scorsa settimana ha visto la politica futura della banca centrale europea al centro dei riflettori in cui la nuova N1 del consiglio direttivo, Christine Lagarde, ha dichiarato quali saranno le prossime mosse della banca centrale e su quali aspetti si andrà a spingere per aiutare la ripresa dell’euro zona che ancora oggi, dopo innumerevoli iniezioni di liquidità, fatica a ripartire.

Andiamo quindi a vedere quali sono stati i passaggi fondamentali per poi passare ad aspetti più tecnici, andando ad esaminare anche la forza dimostrata dalla Sterlina nei primi giorni della settimana appena trascorsa.

Christine Lagarde

Christine Lagarde ha esordito nella prima conferenza stampa del 2020, affermando che i tassi verranno mantenuti invariati a supporto dell’economia, monitorando l’inflazione nell’attesa che la banca centrale riveda i propri target di riferimento.

Nel suo discorso ha continuato dicendo: ”Ci aspettiamo che i tassi di interesse rimangano ai livelli attuali, o più bassi, finché le prospettive di inflazione convergeranno robustamente al di sotto ma vicine al target del 2%”

Nel meeting è appunto stato confermato che il consiglio direttivo della BCE ha convenuto che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, marginali e sui depositi presso la banca centrale, rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%.

Inoltre, il consiglio si attende che i tassi di riferimento si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nell’orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà coerentemente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo.

BCE

La BCE continuerà a effettuare acquisti netti nell’ambito del suo programma di acquisto di attività (PAA) a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro.

Le immissioni di liquidità proseguiranno finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei tassi di riferimento e termineranno poco prima dei nuovi rialzi dei tassi di riferimento della BCE.

La Bce “impiegherà un anno” per portare a termine la revisione strategica, ha dettagliato Lagarde secondo la quale “dicembre è la data probabile” per arrivare alle conclusioni.

Rivedremo l’intera strategia della Bce: come raggiungiamo i nostri obiettivi, quali strumenti abbiamo a disposizione e com’è la nostra comunicazione e come pubblichiamo e divulghiamo le nostre decisioni”, ha spiegato ancora la neo-presidente.

“Esamineremo tutta una serie di problemi” e “ascolteremo le aspettative delle persone per comprendere meglio le loro preoccupazioni”.

In una nota, la Bce ha poi dettagliato: “Il riesame includerà la formulazione quantitativa della stabilità dei prezzi, gli strumenti di politica monetaria e le prassi di comunicazione In questo processo saranno considerati anche altri aspetti, quali la stabilità finanziaria, l’occupazione e la sostenibilità ambientale

Lagarde ha notato segni di un “moderato aumento dell’inflazione sottostante” – un’osservazione che ha spinto brevemente l’euro a un massimo di seduta – e ha detto che i rischi al ribasso per le prospettive economiche della BCE sono “un po ‘meno pronunciati”.

Ma con l’inflazione che fatica a rimanere molto al di sopra dell’1%, ha affermato che la politica monetaria deve rimanere “altamente accomodante” e ha ribadito che i governi con lo spazio per aumentare la spesa dovrebbero essere pronti a farlo.

Dal grafico sotto riportato possiamo notare quanto lo storico dell’inflazione nella zona euro sia cambiato dal 99’ ad oggi.

Verso la fine del 2019 vi è stato un aumento dell’inflazione che ora si attesta a 1.3%, da come evidenziato dalla stessa Lagarde.

Questo piccolo aumento può lasciar ben sperare l’area della valuta comune ma di fatto si è ancora lontani dal target del 2% prefissato dalla Bce.

storico dell’inflazione

Globalizzazione, Digitalizzazione e Demografia

Questioni come la globalizzazione, la digitalizzazione e la demografia stanno sfidando la teoria di vecchia data, la quale afferma che per una ripresa dell’inflazione la banca centrale debba continuare le fasi di iniezione di liquidità al fine di sostenere l’aumento dei prezzi.

I tassi di interesse negativi e 2,6 trilioni di euro ($ 2,9 trilioni) di acquisti di asset finora, hanno portato a una crescita dei prezzi al consumo appena superiore all’1%.

Altre economie non sono andate molto meglio.

L’inflazione giapponese è stata silenziata per una generazione nonostante la politica estremamente accomodante.

Negli Stati Uniti, dove la politica fiscale ha aiutato un po’, anche la Fed sta valutando la sua strategia.

Questi risultati dovrebbero essere rilasciati quest’anno.

Nelle sue osservazioni, Lagarde ha nuovamente difeso la decisione di concentrarsi sui rischi dei cambiamenti climatici per l’economia contro i critici che sostengono che distoglierà i responsabili politici dai loro mandati primari.

La necessità di unirsi alla lotta è stata un frequente ritornello di Lagarde, facendo eco all’argomentazione del governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, secondo cui le banche centrali e gli investitori devono prestare attenzione poiché il passaggio a normative e politiche più ecologiche minaccia di ridurre il valore delle attività ad alta intensità di carbonio.

“È difficile essere in disaccordo sul fatto che i cambiamenti climatici rappresentino una minaccia per la stabilità finanziaria”, ha affermato.

“Sarà una questione importante che verrà discussa durante la revisione della strategia. L’impatto, le conseguenze che disegniamo, l’impatto sul modo in cui operiamo, tutte queste domande dovranno essere dibattute.

STERLINA: forza relativa in aumento?

Nelle prime tre sedute di contrattazione della scorsa settimana vi è stato un rafforzamento inaspettato della Sterlina, la quale ha mostrato i muscoli contro tutte le altre valute, mostrando un impulso che sicuramente non poteva passare inosservato.

Nelle ultime due sedute ha in parte riassorbito il gain che aveva accumulato, ma resta comunque da monitorare proprio perché a fine mese vi sarà l’atto ufficiale della Brexit, che potrebbe vedere la valuta in uno stato altamente volatile.

A partire dal mese successivo alla vittoria elettorale dei conservatori ha visto versare 1,9 miliardi di dollari nei fondi comuni azionari del Regno Unito, secondo i dati EPFR Global, mentre i titoli di Stato sono i migliori nella regione.

Il sentimento del mercato è migliorato tra le aspettative della nuova maggioranza parlamentare del Primo Ministro Boris Johnson, il quale scatenerà un’ondata di spese pubbliche e private per rilanciare la crescita.

Le elezioni generali di dicembre hanno contribuito ad alleviare la paralisi politica del Regno Unito e hanno spazzato via le paure di un disordinato divorzio dall’Unione europea il 31 gennaio.

EUR/GBP

EUR/GBP

I dati sugli indici dei responsabili degli acquisti nel campo manifatturiero e dei servizi britannici hanno indicato una nascente ripresa nella seduta di venerdì, con i numeri sopra le stime degli economisti.

Nella settimana che ha visto la vittoria elettorale di Johnson oltre 1 miliardo di dollari è stato investito in fondi comuni e nell’azionari del Regno Unito, con un flusso netto che è salito a circa 1,9 miliardi di dollari durante la settimana terminata il 15 gennaio.

L’emissione di Sterline nel mercato del debito pubblico in Europa ha fatto registrare a gennaio 24,4 miliardi di sterline ($32 miliardi).

acquisti nel campo manifatturiero e dei servizi britannici

La valuta britannica ha quindi visto la sua settimana migliore da dicembre, anche se ha registrato perdite nella giornata di venerdì dopo che l’ultimo indicatore della produzione economica britannica non è stato dei migliori.

Non vi è da escludere quindi una riduzione del tasso di riferimento della Banca d’Inghilterra per questa settimana previsto nella giornata di giovedì.

Questa prospettiva ha guidato i prezzi delle obbligazioni insieme alla domanda di rifugio, portando i rendimenti di riferimento al dato più basso da ottobre.

Gli ultimi giorni della Gran Bretagna, prima del taglio con l’UE, potrebbero trasformarsi in un tiro alla fune tra il lato positivo del rinnovato ottimismo economico e il lato negativo del potenziale taglio dei tassi di interesse.

Sterlina

Tuttavia, la valuta sta mostrando poco nervosismo in vista della decisione del 30 gennaio, rimanendo al di sopra del livello psicologico di $ 1,30 nel cambio GBP/USD, confermando inoltre diversi livelli di supporto tecnico.

“C’è una chiara possibilità di aumento del valore della sterlina”, ha dichiarato Jane Foley, responsabile della strategia valutaria con sede a Londra a Rabobank.

“Questo può essere collegato con l’aspettativa che condizioni politiche più stabili dopo le elezioni e l’ultimatum della Brexit possano rilasciare una domanda di investimento repressa facendo schizzare i prezzi.

Questa è un’inversione di tendenza per una valuta che è diminuita del 12% nei 43 mesi da quando i britannici hanno votato per uscire dall’UE. A più lungo termine, le attività del Regno Unito potrebbero subire pressioni se i colloqui commerciali si inasprissero con Bruxelles.

Tuttavia, la debolezza potrebbe continuare ancora per altre sessioni prima che la sterlina possa trovare il suo bottom per poi ripartire e andare a compensare gli scambi che l’anno fatta deprezzare in così poco tempo.

Anche chi usa le opzioni sta diventando meno ribassista sulla sterlina.

I traders del mercato valutario invece attendono le risposte di questa settimana da parte della BoE, la quale dovrà decidere il nuovo tasso di riferimento.

Questa indecisione da parte della banca centrale ha instaurato un profilo cauto da parte dei trader del mercato forex avvantaggiando il prezzo delle obbligazioni a 10 anni, nelle quali si può notare quindi un leggero calo dei rendimenti, segno dell’insicurezza futura per la Brexit e per il dato della banca centrale.

La sterlina e i titoli di stato sono in disaccordo così tanto che la loro correlazione a rotazione di 60 giorni è scesa al livello più basso da maggio 2017.

CROSS DA MONITORARE

Questa settimana vi lascio con la coppia di Euro/Dollaro, la major per eccellenza, nella quale possiamo vedere che la valuta comune dopo la riunione della Bce della scorsa settimana vi è stata una svalutazione a causa della nuova politica monetaria che prevede come spiegato precedentemente la decisione del consiglio direttivo nel tenere i tassi di interesse bassi ancora per un altro anno come minimo.

Tutto questo è andato a completare un movimento impulsivo del tipo AB=CD pattern, a ridosso di una bellissima zona di supporto che potrebbe darci l’opportunità di compiere una bella operazione sfruttando un’eventuale ritracciamento dopo una fase così improntata al ribasso.

EUR/USD

euro dollaro

Dal grafico si può notare come il movimento sia pulito e come gli indicatori applicati ci possono dimostrare una bellissima zona di ipervenduto, con una leggera divergenza che si fa notare in maniera più evidente se si scende a TF più bassi.

Tutto questo ci consente di avere stop ben protetti dalle nostre aree volumetriche come spiegato dallo stesso Paolo Serafini e di avvantaggiare la nostra entrata con dei pattern (es Marsigliese, Bhs o un calicetto) che se uniti ai volumi possono cambiare nettamente il nostro rischio/rendimento avvantaggiandoci in modo notevole.

Con questo vi lascio e vi auguro buon trading.

 

Michele Cervellin

 

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